L'affido cosiddetto "super esclusivo", che esclude uno dei genitori da ogni decisione rilevante sulla vita del figlio, rappresenta una misura eccezionale rispetto alla regola dell'affido condiviso. Proprio per questo non può essere disposto sulla base di valutazioni generiche o di semplici conflitti genitoriali, ma richiede una dimostrazione puntuale dell'interesse preminente del minore.

L'affido super esclusivo richiede una motivazione rigorosa: non basta la critica a un genitore, occorre dimostrare che la scelta tutela davvero il minore.

Così ha statuito la Corte di Cassazione in una sua recente pronuncia ove ha chiarito che una misura tanto radicale deve poggiare su una doppia verifica: da un lato, l'accertamento dell'effettiva dannosità della condotta del genitore escluso; dall'altro, la dimostrazione positiva che l'altro genitore sia effettivamente in grado di garantire, in via esclusiva, il miglior equilibrio educativo e affettivo per il minore.

In assenza di tale valutazione complessiva, l'affido super esclusivo non può ritenersi legittimo.

Cassazione Civile, I Sezione, sentenza n. 32058/25.